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| FAQ |
CALDAIE A CONDENSAZIONE Oggi è possibile trovare caldaie che fanno risparmiare fino al 30% sul consumo di combustibile. Si tratta delle caldaie a condensazione, particolari apparecchi che utilizzano tutto il calore della combustione, che normalmente viene disperso nell’ambiente con i fumi di scarico. Nelle caldaie tradizionali, il calore prodotto dalla combustione viene sfruttato mediante uno scambiatore di calore che trasferisce l’energia all’impianto di riscaldamento. I fumi di scarico che, dopo aver attraversato lo scambiatore, vengono espulsi all’esterno attraverso la canna fumaria, raggiungono mediamente temperature superiori ai 120 °C. Nella combustione , tuttavia, le reazioni chimiche portano anche alla formazione di acqua, la quale, si trasforma immediatamente in vapore acqueo. Il vapore surriscaldato oltre i 100 °C fuoriesce dalla canna fumaria, sottraendo così calore prezioso all’impianto. Negli apparecchi a condensazione, i fumi di scarico sono convogliati in appositi scambiatori di calore che li raffreddano al di sotto della temperatura di condensazione; il vapore acqueo contenuto nei gas di scarico condensa e l’energia termica che si libera, viene ceduta all’impianto di riscaldamento. Questo permette agli apparecchi a condensazione di sfruttare tutto il calore reso disponibile dalla combustione, quindi ottenere il massimo rendimento.
Gli apparecchi a gas a condensazione possono essere installati in qualsiasi impianto di riscaldamento o di produzione d’acqua calda. Sono particolarmente efficienti in impianti a bassa temperatura, come gli impianti a pannelli o gli impianti che impiegano radiatori a grande superficie. In questi casi esistono le condizioni ideali per la tecnica basata sulla condensazione, grazie alla bassa temperatura dell’acqua dell’impianto. La condensazione, infatti, avviene in misura maggiore se l’impianto è impostato a bassa temperatura d’esercizio. Anche con l ’utilizzo d’impianti tradizionali, tuttavia, si possono ottenere rilevabili vantaggi, specialmente se sono attivi per lunghi periodi dell’anno. Il rendimento degli apparecchi a condensazione, infatti, è sempre nettamente superiori a quello degli apparecchi tradizionali, specialmente dopo lo spunto iniziale che porta in temperatura l’edificio. Dopo la fase iniziale a massima potenza, le caldaie funzionano a potenza ridotta (fino al 40%del massimo disponibile), con prestazioni molto diverse secondo la tipologia: gli apparecchi tradizionali hanno rendimenti limitati, mediamente intorno all’84%, mentre gli apparecchi a condensazione forniscono proprio in queste condizioni le migliori prestazioni, con rendimenti del 107-109%. E’ chiaro quindi che gli effetti sulla bolletta del gas divengono sensibili anche su impianti tradizionali. La differenza di rendimento tra una caldaia a condensazione e una caldaia tradizionale fa risparmiare fino al 30% combustibile, l’entità del risparmio dipende dal tipo d’impianto: più è bassa è la temperatura di esercizio, più elevato sarà il risparmio. Tuttavia, anche nelle condizioni meno ideali, con corpi scaldanti che richiedono temperature di esercizio molto elevate, il risparmio è pari a circa 10%.
CALDAIE DA INCASSO Le caldaie ad incasso sono apparecchi per riscaldamento e produzione di acqua calda a “scomparsa totale”, che permettono uno sfruttamento degli spazi più razionale, Normalmente vengono installate all’esterno delle abitazioni. Sono composte da un armadio (box) incassato nel muro, dove viene alloggiata la caldaia completa di tutti i suoi componenti. L’anta di chiusura dell’armadio non sporge, restando a filo dalla parete e può essere dipinta dello stesso colore della facciata o rivestita . In questo modo la caldaia viene installata al di fuori dell’ambiente abitato senza occupare spazio su balconi o terrazze e salvaguardando l’estetica dell’edificio. Lo scarico forzato dei fumi può uscire dall’armadio di protezione frontalmente, lateralmente o superiormente, permettendo la massima flessibilità di installazione. L’apposito comando a distanza permette di gestire totalmente la caldaia dall’interno dell’abitazione, con grande comodità.
Chi è responsabile del'impianto di riscaldamento autonomo? Il responsabile d'impianto è il proprietario o l'occupante o per essi un terzo responsabile.
Come e perché un condizionatore? Uno degli scopi del condizionamento ambientale in è quello di migliorare il benessere fisico delle persone. Per raggiungere questo obbiettivo, è necessario progettare l'impianto, conoscendo fra l’altro, i volumi da climatizzare ed i dettagli tecnici utili al dimensionamento. Anche se installare un climatizzatore non é spesso complicato , per un'ottima realizzazione é necessario che l'installatore sia competente ed esperto. Sono svariate le componenti che entrano in gioco, dall’usare materiali e attrezzature di qualità all'effettuare correttamente il vuoto nel circuito. Quindi, per funzionare bene, un climatizzatore ha bisogno di due componenti fondamentali: essere di qualità ed essere installato a regola d'arte da un installatore preparato e certificato. Un climatizzatore che si rispetti, deve avere particolari filtri che eliminano acari, polveri, virus, batteri, pollini e muffe liberando l'aria dai cattivi odori, e possibilmente un ionizzatore incorporato che arricchisce l'aria di “anioni” eliminando la sensazione di "ambiente chiuso. La qualità dell'aria che respiriamo dipende dalla quantità di anioni di ossigeno presenti in essa. L'azione di questi anioni è quella di neutralizzare tutti gli agenti inquinanti che sono presenti nell'aria come batteri, virus, acari, polline, spore, polveri varie, cattivi odori, fumo di sigarette, gas di scarico, ecc. che sono causa di svariate malattie respiratorie e di allergie. Un impianto di climatizzazione domestico è composto da un motore da posizionare all'esterno, solitamente presso un balcone, e da uno o più apparecchiature denominate “split” posizionatene nei locali interni. Gli “split” sono dispositivi, gestiti tramite un telecomando dall’utente, che aspirano l'aria interna rilasciandola trattata. In ambienti caldo-umidi, l'impianto provvede a raffrescare l'aria ed a deumidificarla, producendo aria secca ed acqua. L'acqua viene convogliata in tubazioni idrauliche ed espulsa nella rete.
Quando è obbligatoria e che caratteristiche deve avere l'apertura di ventilazione? L’apertura di ventilazione deve garantire l'afflusso di almeno tanta aria, quanta ne viene prelevata dalla regolare combustione del gas. E’ obbligatoria in qualsiasi locale in cui sono installati apparecchi a gas di tipo A o B o apparecchi di cottura. Tipo A: apparecchio non previsto per il collegamento a canna fumaria o a dispositivo di scarico all’esterno dei prodotti della combustione. Il prelievo dell’aria comburente e lo scarico dei prodotti della combustione, avvengono nel locale di installazione. Tipo B: Apparecchio previsto per il collegamento a canna fumaria o a dispositivo di scarico all’esterno dei prodotti della combustione. Il prelievo dell’aria comburente avviene nel locale di installazione mentre lo scarico dei prodotti della combustione avviene all’esterno del locale stesso. Dette aperture devono avere sezione libera totale netta di passaggio di almeno 6 cm² per ogni kW di portata termica installata con un minimo di 100 cm².
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